Da Montebelluna all’Uganda, Effatà apre una casa e costruisce futuro
di Melania Aio di intesseresociale.it
C’è una casa su una collina di Kalagala Village, nel distretto ugandese di Mukono, circondata dal verde e dai suoni della campagna. Intorno si sentono uccelli, mucche e capre da fattoria. Dentro, bambini e ragazzi trovano pasti caldi, cure, libri, giochi e soprattutto qualcuno disposto a occuparsi del loro futuro. È la Children’s Home di Effatà, uno dei progetti principali di Effatà Italia Charity Organisation ODV, organizzazione di volontariato con sede a Montebelluna, in provincia di Treviso, nata dall’impegno di un gruppo di persone unite dalla volontà di portare un aiuto concreto alle comunità più vulnerabili dell’Uganda.
Il nome scelto racchiude già il senso del progetto. “Effatà”, in aramaico, significa “Apriti”: un invito ad aprire porte che la povertà, l’abbandono e la disuguaglianza sembrano avere chiuso. L’associazione opera mettendo in relazione accoglienza, istruzione, salute e autonomia economica, con l’obiettivo di non fermarsi all’assistenza immediata. Nella casa famiglia di Kalagala vengono accolti bambini e ragazzi fino ai 17 anni rimasti orfani, abbandonati, vittime di violenze o provenienti da situazioni familiari particolarmente difficili. Alcuni convivono con disabilità o bisogni speciali.
Per loro la struttura è una casa vera, nella quale mangiare ogni giorno, ricevere cure mediche, frequentare la scuola e ritrovare la stabilità necessaria per crescere. Alla quotidianità si affiancano lettura, disegno, pittura, laboratori manuali e di cucina, insieme a uno spazio montessoriano dedicato al gioco libero e allo sviluppo dell’autonomia. Proprio il cibo, in questo contesto, assume un valore che va ben oltre il semplice nutrimento. Un pasto regolare significa protezione, salute e possibilità di concentrarsi sullo studio. Significa anche ricostruire quella dimensione familiare e conviviale che molti dei bambini accolti non hanno mai conosciuto o hanno perduto troppo presto.
Accanto alla casa si sviluppa la fattoria, con mucche e capre da latte. L’agricoltura diventa così parte del progetto educativo e sociale: contribuisce al sostentamento della struttura, rafforza il legame con il territorio e indica una strada verso una maggiore autonomia. Non soltanto risorse da distribuire, dunque, ma attività capaci nel tempo di generare cibo, competenze e lavoro. Il secondo grande fronte di intervento è quello dell’istruzione. Nei distretti di Buikwe, Luweero, Oyam, Mukono e Lira e nella regione del Karamoja, molte famiglie non riescono a pagare le rette scolastiche, le uniformi, i libri o i pasti. La conseguenza è l’abbandono degli studi, con bambini e adolescenti esposti alla strada, allo sfruttamento e, soprattutto nel caso delle ragazze, a violenze e matrimoni precoci.
Effatà Italia interviene attraverso le adozioni scolastiche a distanza. Il sostegno copre le spese necessarie per permettere a uno studente di frequentare la scuola e comprende, a seconda delle situazioni, retta, uniforme, materiale didattico, alimentazione e assistenza sanitaria. Per chi abita troppo lontano viene sostenuta anche la permanenza in collegio.
Il rapporto non si esaurisce nel versamento di un contributo. I sostenitori possono conoscere la storia dello studente accompagnato e ricevere aggiornamenti sul suo percorso. L’intenzione è trasformare la donazione in un legame continuativo, rendendo visibile il cambiamento prodotto nel tempo. Per i giovani che hanno concluso o interrotto il percorso scolastico, l’organizzazione sostiene inoltre corsi professionali di sartoria e falegnameria. Imparare un mestiere significa poter cercare un impiego, avviare una piccola attività e contribuire al sostegno della propria famiglia.
Salute, educazione, alimentazione e lavoro diventano così parti della stessa azione. Una cura medica permette a un bambino di tornare a scuola; la scuola offre le competenze per scegliere il proprio futuro; la formazione professionale può generare reddito; l’agricoltura produce cibo e rafforza la comunità. Da Montebelluna all’Uganda, Effatà costruisce un ponte fatto di volontariato, adozioni scolastiche e donazioni. Dall’altra parte di quel ponte, ogni contributo prende una forma precisa: un piatto servito a tavola, una divisa scolastica, una medicina, un letto sicuro o gli strumenti necessari per imparare un mestiere. È in questi gesti quotidiani che il significato di “Effatà” diventa concreto.
Articolo pubblicato originariamente su INTessere Sociale.

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